Forse l'album meglio prodotto di Nasta - d'altronde il budget, posso immaginare, era maggiore nel 2020 che in qualsiasi altro anno della sua carriera.
L'album ha un filo conduttore, e Anastasio introduce anche un alter ego, ne Il Sabotatore.
A partire da Il giro di Do sembra però che Nasta abbia poche idee per continuare la storia che stava creando con i primi sei brani. La seconda parte di disco rimane incisiva, l'outro è stratosferica, ma questo filo conduttore si assottiglia proprio dopo aver introdotto l'alter ego il che è abbastanza ironico.
VBBN non c'entra proprio un cazzo con il resto del disco ed è il suo punto più basso, ma in realtà anche quel brano è alquanto godibile.
Molti artisti hanno avuto delle difficoltà nell'assemblare il loro primo album ed Anastasio non ne fa eccezione, ma le produzioni e in generale la qualità costante dei brani rendono Atto Zero comunque un buon disco.