Ancora relativamente agli inizi di quel geniale esperimento poi chiamato "teatro canzone", il duo Gaber-Luporini punta i riflettori su nevrosi e apatie dell'uomo moderno con la consueta lucidità e ironia (e ignorando ancora quell'amara rassegnazione che segnerà invece gli spettacoli dei decenni successivi). Oltre alle più note "Lo shampoo", "La libertà" e "Far finta di essere sani", memorabili per inventiva ed interpretazione ... read more
Debut album containing some appealing songs (such as "Welcome to the jungle", "It's so easy", "Paradise city" or "Sweet child o' mine"), but for sure not a groundbreaking breath of fresh air to the late-80's musical scene, as it is sometimes celebrated. On the whole, this doesn't really offer anything original and the pleasantness of the listening is always followed by a sense of already-heard.
A due anni di distanza dallo sfolgorante esordio di Catartica, Godano e compagni pubblicano un disco forse meno ispirato ma dal sound più deciso, espressivo, e, in definitiva, maturo del precedente. Punte di diamante sono l'amara ballata "Come stavamo ieri", il noise voluttuoso di "3 di 3", e soprattutto la graffiante oscurità di "Ape regina".