Sono passati esattamente 200 anni dalla composizione della Grosse Fuge. Ciò che ancora oggi impressiona è il suo nervosismo ansiogeno totalmente anacronistico e fuori tempo massimo per la sua epoca, ma in senso positivo, qui sembra già di sentire l'espressionismo decadente di Alban Berg. Siamo nei primi dell'800, quando ancora il perfezionismo classicismo mozartiano dominava la scena viennese, figure come Mendelssohn stavano portando avanti una lenta riscoperta di ... read more
"Lungo i bordi", un titolo che non poteva essere più azzeccato per un disco che è probabilmente la rappresentazione più fedele possibile di una vita urbana vissuta ai bordi, ai margini, scandita da passeggiate solitarie, pomeriggi vuoti ed alienanti, viaggi da pendolare sempre uguali. Ed è proprio al viaggio che penso, sin dai primi minuti di questo album, con queste chitarre cupe e minimaliste, che sembrano evocare l'incedere ossessivo sulle fredde ... read more
Se per Wagner, Mahler e, più tardi, Feldman, la musica raggiunge il suo massimo potere espressivo nella magniloquenza, nella maestosità, e nella lunghezza che diventa una sfida per l'ascoltatore, Webern invece prese abbastanza alla lettera il concetto di "less is more": per dare l'idea del suo ermetismo sarebbe sufficiente realizzare che la sua intera produzione dura 3 ore e mezza, poco più di 2 sinfonie di Mahler. I 3 pezzi per violoncello e piano del ... read more
Feldman compone For Philip Guston un anno dopo il secondo quartetto d'archi, finalizzando dunque il nuovo corso della sua musica, caratterizzato da una fruizione lentissima (4 ore). Qui effettivamente raggiunge la massima maturità artistica con i concetti che ha sempre portato avanti: l'importanza capitale della relazione tra immagini e musica, dai tempi di Rothko Chapel, il mistero della materia sonora, insito nella ricerca della purezza del suono in quanto tale, con la ... read more
Il secondo quartetto d'archi di Morton Feldman del 1983, è probabilmente la musica d'avanguardia più inaccessibile mai scritta. Oltre 5 ore di ripetizioni ossessive senza cambiamenti di umore: solo lenti, sommessi ed inesorabili raschiamenti di corde che vanno avanti senza soluzione di continuità. Queste corde che si trasformano in flauti onirici, o acutissimi spettri evanescenti, o ancora candidi puntini. È tutto così dilatato e rarefatto che ... read more