Lo dico da due anni a questa parte e ne sono fermamente convinto: Toni Zeno è il miglior rapper in Italia.
Pur con un paio di beat che magari non colpiscono nel modo giusto e qualche flow claudicante, non esiste un altro artista in questa momento che può avvicinarsi alla penna del rapper siciliano.
Sarò onesto nel dire che per quanto mi sia sceso dal
primo ascolto (video sul canale di Archivio Vicobellignano che vi consiglio) non sono ancora del tutto drastico su quest’album.
Si ha le produzioni più noiose e banali della storia della musica (e di conseguenza della discografia di Fibra), ma la parte finale, fatta di pezzi sentiti e storytelling, è quantomeno godibile, e si vede un Fibra che quantomeno ci prova a salvare il salvabile.
Il problema nasce dalla prima ... read more
Sì, 93.
Sì, a me è piaciuto.
Sì, molto più di “Goyard Ibn Said”
Si, l’ho abbassato a 85
Onestamente dopo aver fatto uno dei più begli album della storia pure io mi sarei sentito in diritto di ritirarmi
Pazzo assoluto.
Mai sentito un album suonare così tanto come una Jam Session, e contemporaneamente essere studiato nei minimi dettagli.
Delle basi clamorose suonate da dio su cui Dixon e tutti i suoi ospiti scrivono strofe clamorose.
Uno degli album migliori di quest’anno.
Il nulla cosmico, quaranta minuti di noia, non c’è un featuring che fa un buon pezzo.
Non mi è mai piaciuto Bresh e non mi ha convinto a cambiare idea.
Già mi era piaciuto Locura, in questa versione qua potrei andarci a nozze.
Nonostante ciò, continuo a non sopportare sta strofa di Kid Yugi.
Parte come un buon album con un paio di strofe non male, featuring azzeccati, beat che spingono e tanta voglia di fare di Wayne.
Poi diventa un clusterfuck di roba in cui tra Bocelli, elefanti, assoli improbabili e flow cantilenosi ti chiedi se Wayne si droghi ancora e con cosa gliela tagli il suo pusher.
Il mio album dell’anno finora.
Testi sentiti ed emozionanti su basi elettroniche folli, una maturità artistica ed uno stile ben definito che un sacco di altri artisti dovrebbero invidiare, ed alcune canzoni da paura.
Non ce la faccio.
Per quanto indubbiamente talentoso Rome Streetz e per quanto Conductor faccia come al solito alcuni dei migliori beat dell’anno, questo album è noioso e discontinuo.
Dopo “Softscars“ mi aspettavo completamente un altro album, ma il nuovo progetto di Yeule è incredibile.
Un pop costellato di influenze davvero tanto tanto bello e che tutti dovrebbero ascoltarsi.
Forse crolla sul finale ma è un difetto minore in un album della madonna.
Ci sono dei filler che ho mal sopportato e che se fossero stati rimossi, rendendolo un EP, ne avrebbero aumentato la qualità.
Ciononostante intrattiene, si lascia ascoltare.
È prodotto da Dio ed alcune canzoni son fenomenali.
Cinque nuove tracce da paura, futuro della musica italiana, underrated af
Diciamo l’ovvietà: a me come a credo tutti da fastidio che il miglior rapper italiano abbia tutto a un tratto deciso di smettere di esserlo per fare pop e vantarsene.
Ma l’ultimo album di Rkomi mi suona molto genuino e personale, la sua scrittura è meno orientata alla hit che devono ascoltare tutti (come in “Taxi Driver”) e lui sembra fare la musica che gli piace.
Ha dei problemi, in alcuni punti la qualità crolla drasticamente e non tutti i ... read more