Mai avrei pensato che puoi rappare l’alfabeto dei personaggi Marvel a dei bambini e sembrare figo mentre lo fai.
Il nuovo album degli Czarface è forse meno centrato dei lavori precedenti,e perde un po’ di potenza nella seconda parte, ma rimane un album di valore in cui le abilità degli MC brillano su dei buoni beat.
Uno dei peggiori album che ho ascoltato quest’anno.
È brutto sotto ogni aspetto, Busta sembra essersi dimenticato come si rappa e su metà delle canzoni sembra fuori tempo.
I featuring sono tutti mid, e comunque tutti migliori dell’artista principale.
Sembra un insieme di canzoni a caso fatto nella speranza che una sfondi.
Ghali ha avuto la brillante idea di farci credere che fosse un operazione nostalgia.
Tutta la promozione e pure le prime due canzoni ci davano questa idea, ma poi ci siamo piano piano resi conto del contrario.
Varia molto bene da canzoni con un suono più “vecchio” a canzoni in cui decide di provare cose che prima non aveva fatto (tipo copiare Yeat, ma ammetto che ci è riuscito bene).
A livello di testi non dice veramente nulla. Ma veramente nulla. Ma d’altronde ... read more
Mi stava un pochino sulle scatole Nerissima Serpe.
L’avevo scoperto con “Piccolo Principe”, la sua canzone con Don Joe e Massimo Pericolo, e non mi aveva fatto impazzire, però, dato che ero in trip con gli emergenti e in generale stavo ascoltando un botto di musica, avevo provato ad ad ascoltare il suo primo album, Denti da Latte.
E lo ammetto.
Non mi è piaciuto.
Anzi. Mi stava piacendo talmente poco che non l’ho mai finito.
Lo so lo so, un bravo critico ... read more
Mi piacevano di più i beat di Gioielli, lo ammetto.
La penna di Armani rimane spettacolare, e nei testi di questo album dimostra anche una fragilità prima mai mostrata e si mette davvero a nudo per quello che è.
Il problema risiede nella forma.
Armani sui beat new school tendenti alla trap e alla drill non funziona per nulla, e il tutto suona quasi come una una snaturazione che rende buona parte dell’album difficilmente digeribile
“Scaring the Hoes” ma non ci sono più hoes da spaventare.
Scherzi a parte Danny Brown ha quarant’anni e se li sente tutti addosso, e ci riporta i suoi pensieri, ansie e timori nel suo ultimo album, in cui è meno spaccone e sperimentale, più serio e forse per una volta meno personaggio e più persona.
I beat sono molto interessanti, e lui è bravo a scrivere.
RollzRois è un grande artista, e dovreste ascoltarlo.
Punto.
Ero già follemente innamorato della sua musica da Make Money Like War, il progetto sotto l’etichetta MxRxGxA di Gionni Gioielli, in cui dimostrava di essere un rapper incredibile.
Negli ultimi anni aveva fatto un po’ di progetti secondari col suo nuovo collettivo Santa Sede, come il primo album eponimo del collettivo e il progetto estivo SS23 con Less Torrance.
Ero felicissimo del fatto che tornasse con un ... read more
Qualcuno spieghi a Drake che per fare “Pray For Paris” non ti bastano solo dei bei beat, devi anche saper rappare.
L’EP/Deluxe Edition di Drake è esattamente quello che sembra. Un insieme raffazzonato di scarti.
Due canzoni sono belle (“Stories About My Brother” e “Evil Ways”), ma sembrano comunque le versioni brutte di quelle nell’album, e nel resto dell’album delle buone produzioni (tranne quella dì Alchemist che onestamente ... read more
C’è veramente poco da dire.
È brutto, senza idee, con letteralmente tre canzoni che si salvano e alcuni dei testi peggiori di Sfera.
Pure i featuring sono di bassa qualità, e per 3 semi decenti ce ne sono 7 inascoltabili.
Già a me non piaceva l’originale, figurati il sequel brutto.
Unpopular Opinion:preferisco questa versione di Gionni Gioielli rispetto a quella più hardcore (“Young Bettino Story” per intenderci).
L’album “d’amore” del fondatore di MxRxGxA è un esperienza appagante, curato nei minimi dettagli, con alcune produzioni spettacolari, ad esempio “Marisa Mell pt.2” prodotta da RollzRois o “Magda Konopka pt.2” prodotta da Drone126, e nonostante alcuni testi in cui non sono d’accordo ... read more
Finalmente.
Finalmente, dopo anni di delusioni, Trippie Redd è riuscito a fare un album che mi è piaciuto.
Non ha avuto bisogno di sperimentare o buttarsi sulla rage.
Gli è bastato per una volta accendere l’interruttore e dimostrare di poter ancora fare qualcosa che ricordi alla lontana i suoi tempi d’oro.
È un album classico e senza guizzi, ma proprio questo suo essere “antico” lo rende apprezzabile.
È difficile recensire un album di Nello, perché si prende sul serio senza prendersi sul serio.
Rimango convinto che il suo primo EP, Sto Salvando l’Hip-Hop Italiano, sia uno dei migliori progetti comedy rap che ho mai sentito, ma avevo paura non avesse più nulla da dire.
Invece in questo progetto Nello dimostra di avere ancora cosa da dire, sia dal lato più comico, sia dal lato personale.
Non è un capolavoro, ovviamente, ma il fatto che abbia provato ... read more
Quando ho iniziato a scrivere mi sono reso conto di una cosa: il troppo citazionismo è deleterio.
Ora, con le dovute proporzioni, questo album per me ha lo stesso problema.
Ma andiamo per gradi.
Avevo grandi aspettative su questo album.
Sì rumoreggiava da un bel po’ a proposito di un album di questi due ed io, da grande fan di Salmo e, soprattutto, del Noyz, non vedevo l’ora di ascoltarlo.
Quindi all’annuncio al Marrageddon ero estremamente in hype.
E quindi mi ... read more
È il primo progetto di Alchemist in cui mi piacciono più i beat che l’effettivo rappato.
Il fatto che in questo EP il buon Alchemist torni a rappare per tutte le tracce non è collegato, perché comunque svolge un buon lavoro, ed i feature sono buoni (tranne Conway che ultimamente mi becca una traccia e ne sbaglia tre).
Diciamo solo che l’EP regge male il confronto con la prima parte, un po’ perché si passa da avere Earl,billy woods e MIKE ad ... read more
Avevo onestamente paura di quest’album, temevo sarebbe stato un flop.
E invece Taxi porta a casa un album incredibilmente solido e vario, in cui spazia tra vari generi dimostrando la sua versatilità e la sua capacità di adattarsi a varie basi e generi.
Nonostante lo screamo rimanga il suo cavallo di battaglia, riesce ad essere convincente anche con performance rappate e atmosfere più rilassate.
Un ottima sorpresa.
Unico difetto: dite a Sapo di andarci piano con le ... read more
Partiamo da un presupposto: è un producer album.
Quindi come al solito valuto due cose: produzioni e performance degli artisti coinvolti.
Però va fatta una piccola premessa.
Probabilmente il 2023 verrà ricordato come l’anno della nuova scena italiana.
Per quanto sprazzi di talento e opportunità futuribili si vedevano già nel 2022, è col 2023 che quelle che dovranno essere le star che avranno l’onore e l’onere di portare avanti la ... read more
Non mi piacciono le canzoni sul sesso e non mi piace il reggaeton.
Partiamo bene.
Avevamo bisogno di un album di 24 canzoni di Villabanks? Probabilmente no.
Per quanto a livello di testi è un passo avanti rispetto al terribile “Sex Festival”, rimaniamo comunque su livelli non altissimi, e la lunghezza non aiuta a superare questa difficoltà.
In più la scelta di featuring non è impeccabile, con la sola Ele A che spicca veramente dal mucchio
Questo non è l’Odd Future a cui siamo abituati.
È una versione più scarna e meno completa, più giovane e senza i vari Earl, Domo e Frank Ocean.
Ma rimane comunque un ascolto molto valido.
Tyler era probabilmente al punto più alto del suo rapping, si sentiva la fame e la voglia di spaccare, e anche se eravamo lontano dalle tematiche horrorcore della successiva trilogia, potevamo già trovare avvisaglie del Tyler più malvagio è deviato ... read more